Premessa
La
globalizzazione rappresenta un processo inarrestabile e
irreversibile, in cui le piccole e medie imprese devono
sapersi inserire. Nello stesso tempo la rivoluzione tecnologica
in corso rende impossibile per le PMI evitare di esplorare
le grandi potenzialità offerte per tale radicale
cambiamento.
Cooperazione, integrazione e competitività devono
inserirsi in un concetto molto più ampio, quello
di rete, che diventerà sempre più un fattore
di crescita, di competitività e di sfida.
Il mercato è stato sempre fonte di opportunità
e di rischi.
Oggi l'innovazione rappresentata da internet ne modifica
drammaticamente i confini, annullando distanze fisiche e
geografiche e favorendo in tal modo processi di internazionalizzazione.
Molte piccole imprese localizzate anche in zone marginali,
sono riuscite, in tempi rapidi e stabilendo contatti d'affari
con clienti assolutamente remoti, a raggiungere mercati
lontani prima a loro preclusi per la distanza e gli elevati
costi d'accesso.
In questa nuova realtà le piccole imprese sono costrette
a superare diffidenze reciproche e concorrenze esasperate,
per privilegiare elementi di condivisione di strategie e
alleanze.
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Piccola
ma globale: così l'impresa può avere un futuro
In
altre parole il futuro risiede nella "glocalizzazione".
Con questo termine si intende essere locali e globali al tempo
stesso: da un lato la globalizzazione finanziaria e delle informazioni
e dall'altro la necessità per le aziende di posizionarsi
su mercati diversi.
Gli
scenari sono radicalmente cambiati, oggi più che mai
la carta vincente risiede nel saper cogliere le opportunità.
La
prima di queste occasioni nasce da una realtà largamente
conosciuta: quella dei distretti o dei sistemi locali produttivi
(rappresentati questi ultimi dal tessile-abbigliamento nella
realtà economica produttiva isernina). Diversamente dal
passato oggi sia i distretti che i sistemi locali produttivi
non vanno intesi unicamente in senso territoriale bensì
"virtuale": in grado cioè di porre la piccola
e la grande impresa sullo stesso piano, in termini di acquisti,
consulenze, conoscenze e reti.
Il
distretto virtuale, mettendo in rete aziende di un medesimo
settore, può consentire al piccolo imprenditore di competere
con la grande azienda, costretta a destrutturarsi in tante micro
imprese per poter disporre di servizi efficienti. In questo
modo l'outsourcing, a cui ricorre la grande azienda per una
vasta gamma di servizi e produzioni, offre alle PMI che sapranno
mettersi in rete un'ulteriore opportunità alimentandone
la crescita.
L'innovazione e il rapido accesso alle informazioni in rete,
soprattutto per le piccole imprese, diventerà sempre
più uno strumento necessario e costituirà in forma
sempre maggiore un indispensabile strumento di crescita.
Possiamo
chiudere questa breve premessa con alcune considerazioni: "Se
nella old economy si poteva dire che il grande mangia il più
piccolo, nella new economy il più veloce mangia il più
lento". E' la tesi di Paolo Savona noto economista italiano.
Nel futuro delle piccole e medie aziende italiane ci sono il
cambiamento dal distretto industriale al distretto "virtuale",
l'innovazione e la formazione. Il distretto industriale, ha
ricordato Savona, "è stata una grande invenzione
italiana che ha risolto i problemi delle piccole e medie imprese
a partire dagli anni Settanta, ora si potrà sopravvivere
solo andando in rete".
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Le
PMI e l'economia europea e italiana
La
rilevanza delle piccole e medie imprese (PMI) per l'economia
europea e italiana, è confermato, sia dai dati quantitativi
(ad esempio dagli occupati nella piccola impresa, dal fatturato
complessivo originato da questa classe di aziende, dal loro
tasso di crescita, e così via), sia dall'analisi qualitativa
del loro profilo, ad esempio evidenziando la flessibilità
e la capacità di soddisfare bisogni diversi dei clienti.
Tuttavia, accanto alle considerazioni positive sul ruolo della
piccola impresa, devono esserne evidenziati i limiti, specialmente
per quanto concerne l'innovazione tecnologica e organizzativa.
Infatti, le piccole imprese innovano meno delle grandi imprese
e in modo poco sistematico.
Le potenzialità delle nuove tecnologie informatiche si
rivolgono quindi ad un substrato di imprese solo parzialmente
pronto ad utilizzare tali potenzialità.
Inoltre la dimensione non è un concetto statico, ma che
evolve con il mutare del contesto economico e sociale in cui
l'impresa opera e con le scelte strategiche dell'impresa medesima,
in particolare con riferimento alle modalità di crescita:
interna o esterna.
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La
crisi economica
La crisi economica che caratterizza diversi Paesi occidentali
sembra essere solo in piccola parte imputabile a fattori congiunturali.
Siamo piuttosto di fronte ad una riallocazione della produzione
a livello internazionale e, quindi, a processi affatto transitori
connessi al fenomeno della globalizzazione.
Ciò significa che determinati beni si spostano nei Paesi
che più investono in ricerca ed innovazione, per contro,
le produzioni ad elevata intensità di lavoro si trasferiscono
nelle aree del pianeta a basso costo della manodopera.
Il
contesto competitivo, dunque, delle imprese è oggi in
rapida trasformazione, per il consolidarsi dei processi di globalizzazione
e l'affermarsi delle nuove tecnologie.
In
un'economia globalizzata, le aziende debbono uscire dal loro
guscio ed interagire tra di loro, alla ricerca del dialogo con
clienti, concorrenti, istituzioni. Per l'ottimizzazione delle
sinergie e la definizione delle corrette strategie volte alla
risoluzione dei problemi.
Una delle maggiori risorse competitive per le Piccole e Medie
Imprese risiede nella possibilità di costituire rapporti
di partnership con altri soggetti economici, sulla base di una
cultura e di un linguaggio condivisi.
Per
questo l'interazione e la rappresentanza del tessuto economico
del territorio isernino rappresentano una possibilità
potenzialmente feconda per il SUAP ISERNIA e per un suo sviluppo
in direzione della fornitura di servizi telematici per le aziende.
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